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LASCIO TUTTO A VOI
che ci ho i pantaloni senza tasche
giovedì, maggio 24, 2012
mercoledì, maggio 23, 2012
La forza di trasmetterne
Victor Wooten non è sterile tecnica e non è ritmo fine a se stesso, non è groove banale e non è autoesaltazione. Victor Wooten è uno dei più belli, intensi, particolari, pacifici e coinvolgenti virtuosismi del mondo.
4:03-4:22, credo dica questo, più o meno.
martedì, maggio 22, 2012
Salto da fermo, salto maggiore
si tirò su a sedere prima che il palazzo gli cadesse sopra; anche stavolta era fatta: si era svegliato. ma la testa ricominciò a girargli, perché era stanco, era provato e distrutto dalle giornate fitte e interminabili. quindi si riaddormentò, scivolando all'indietro ed accasciandosi sul cuscino.
ed ecco che un parco, il parco vicino casa sua, lo avvolgeva e lo suggestionava, invitandolo a muoversi, a camminare in quel nuovo sogno. una volta convinto e completamente integrato (perché completamente addormentato), si mise a parlare col postino, che gli era appena comparso davanti. ma nel frattempo un albero cadeva, e gli veniva addosso con tutta l'immensa chioma.
freneticamente si destò, sconvolto.
quando si fermava dopo ore di lavoro, sognava di stare per morire, ed ogni volta raccoglieva le forze rimaste per svegliarsi, e sperare in un sogno migliore. i sonniferi non facevano che prolungarne la sofferenza, tenendolo sotto un treno o sotto un asteroide anche dopo essere stato schiacciato, agonizzante all'infinito, morente fino al duro risveglio. spesso decideva di non dormire, tenendosi occupato a fare qualcosa, oppure aspettando il mattino, ancora spaventato dall'esperienza notturna.
eppure, quest'ultima volta fu diverso.
con gli occhi aperti, e certo di averli, dopo aver evitato quella quercia enorme, fece appena in tempo a stropicciarsi gli occhi e a fare un pensiero casuale, prima che il soffitto della camera iniziasse velocemente ad avvicinarglisi. il risveglio, adesso, non esisteva più.
ed ecco che un parco, il parco vicino casa sua, lo avvolgeva e lo suggestionava, invitandolo a muoversi, a camminare in quel nuovo sogno. una volta convinto e completamente integrato (perché completamente addormentato), si mise a parlare col postino, che gli era appena comparso davanti. ma nel frattempo un albero cadeva, e gli veniva addosso con tutta l'immensa chioma.
freneticamente si destò, sconvolto.
quando si fermava dopo ore di lavoro, sognava di stare per morire, ed ogni volta raccoglieva le forze rimaste per svegliarsi, e sperare in un sogno migliore. i sonniferi non facevano che prolungarne la sofferenza, tenendolo sotto un treno o sotto un asteroide anche dopo essere stato schiacciato, agonizzante all'infinito, morente fino al duro risveglio. spesso decideva di non dormire, tenendosi occupato a fare qualcosa, oppure aspettando il mattino, ancora spaventato dall'esperienza notturna.
eppure, quest'ultima volta fu diverso.
con gli occhi aperti, e certo di averli, dopo aver evitato quella quercia enorme, fece appena in tempo a stropicciarsi gli occhi e a fare un pensiero casuale, prima che il soffitto della camera iniziasse velocemente ad avvicinarglisi. il risveglio, adesso, non esisteva più.
lunedì, maggio 21, 2012
Titolo del post
Ometeotl, scriverò per te questo post, cercando di metterci quanto più gore ed idiozia possibili.
un coltello gigante arriva e trafora la testa di un vecchietto che passeggia per strada. la testa si divide a metà ed esplode in un boato sanguinolento mentre un demone brutto, anzi bruttissimo (ha il corpo ricoperto di unghie affilate cammina sulle mani putrefatte) sventra con furore e gioia il bambino fastidiosissimo e viziato che sta giocando con i coltelli dall'altro lato del marciapiede. inoltre è notte. e piove. sangue e budella.
domenica, maggio 20, 2012
sabato, maggio 19, 2012
"Piano B!" disse l'ascensore
se potessi parlare ti descriverei il sole bianco e nero, ti spiegherei la vita come la vedo io, l'amore come lo vedo io.
invece la bocca non ce l'ho perché sono un filo d'erba ed in teoria non potrei nemmeno pensare infatti non so come cacchio faccia ad avere un cervello che ragiona in maniera parecchio umana e che mi suggerisce che di solito i fili d'erba il cervello proprio non ce l'hanno ed anzi vegetano e vegetano tutta la vita finché virgola ovviamente virgola non muoiono dunque non so se ringraziare la natura per avermi dato questo dono o se insultarla perché non posso nemmeno le gambe e non posso muovermi perciò sarò costretto a vivere tutta la mia vita qui con la sola possibilità di pensare virgola che non è poco virgola beninteso virgola ma che comunque in fin dei conti è una rottura di coglioni altro che ascetismo filosofico.
stocazzo.
invece la bocca non ce l'ho perché sono un filo d'erba ed in teoria non potrei nemmeno pensare infatti non so come cacchio faccia ad avere un cervello che ragiona in maniera parecchio umana e che mi suggerisce che di solito i fili d'erba il cervello proprio non ce l'hanno ed anzi vegetano e vegetano tutta la vita finché virgola ovviamente virgola non muoiono dunque non so se ringraziare la natura per avermi dato questo dono o se insultarla perché non posso nemmeno le gambe e non posso muovermi perciò sarò costretto a vivere tutta la mia vita qui con la sola possibilità di pensare virgola che non è poco virgola beninteso virgola ma che comunque in fin dei conti è una rottura di coglioni altro che ascetismo filosofico.
stocazzo.
venerdì, maggio 18, 2012
Libera l'altro, salva te stesso
appunta tutto sulle note digitali, dividendo le incombenze per tipologia. ma ogni tanto sbaglia, coi suoi click veloci, e ne cancella qualcuna. subito, sgomento, cerca di ricordare cosa ci fosse scritto prima. niente.
poi gli viene in mente, e se lo riscrive, su una nuova nota.
ma ne cancella sempre di più, perché le note sono dovunque, gli impegni sono sparsi per tutto lo schermo.
e per sbaglio, se ne dimenticherà per sempre.
giovedì, maggio 17, 2012
mercoledì, maggio 16, 2012
martedì, maggio 15, 2012
First doing, then learning
non fermate l'artista che lavora; sentite che bel suono. se chiudete gli occhi, vi sembreranno due o tre.
e invece c'è solo lui. qualcuno batte le mani per tenere il tempo, ma lui lo scaccia via diventando egli stesso il tempo, inventandosi un ritmo spezzato ma preciso.
è il suo momento e nessuno deve interferire; si può solo guardare e ammutolire, godendo della bellezza che sta liberando, senza poter sapere quanto ne stia godendo lui, mentre le strappa le catene con le sue mani di cotone.
e invece c'è solo lui. qualcuno batte le mani per tenere il tempo, ma lui lo scaccia via diventando egli stesso il tempo, inventandosi un ritmo spezzato ma preciso.
è il suo momento e nessuno deve interferire; si può solo guardare e ammutolire, godendo della bellezza che sta liberando, senza poter sapere quanto ne stia godendo lui, mentre le strappa le catene con le sue mani di cotone.
lunedì, maggio 14, 2012
domenica, maggio 13, 2012
Otto otteti
dopo aver finito le unghie, passo a mangiarmi le coperte e mi accorgo di non poter più dormire. ho freddo e mal di pancia, ma gli occhi si chiudono da soli. striscio verso l'interruttore ed accendo la luce, quando mi accorgo che in realtà non l'ho fatto, ma che è spuntano invece il giorno, il sole, e che io non ho nemmeno un'ora di sonno sulle spalle. almeno non pesa.
sabato, maggio 12, 2012
Non solo e non solo
le lucciole al posto della bocca, viene giù dal precipizio sgommando con il funky degli anni '80. è un turbine di colori e di calore, invade gli occhi e li fa pizzicare all'impazzata, senza dare il tempo di-
"vai a letto cazzo"
*stunf*
"vai a letto cazzo"
*stunf*
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